
Potenza, una colonia di ex interpreti del calcio ionico. Appartenenti a diversi settori, a diverse esperienze, a diverse annate. E’ semplice ricordare le tipologie dei personaggi coi quali il Taranto intreccerà il proprio destino domani, in uno stadio “Viviani” chiamato al sostegno di una formazione che, nonostante sia arenata nelle sabbie mobili dell’ultima posizione a dispetto dei recenti risultati clamorosi inanellati, risulta tutt’altro che arrendevole e merita seriamente di poter compiere il miracolo play-out.
Ai vertici, a fungere quasi da plenipotenziario dopo l’uscita di scena obbligata di Giuseppe Postiglione, presidente dimissionario dopo l’arresto in seguito allo scandalo (ancora in corso di studio) legato al calcio-scommesse, è Vittorio Galigani. Un esperto della categoria e del panorama calcistico, che in terra lucana ha cercato la purificazione professionale dopo l’addio in sordina alla piazza rossoblu, avvenuto un anno fa. Artefice e braccio destro dell’ex presidente Gigi Blasi, direttore generale di un quadriennio comunque positivo, se si considerano le finali play off (Avellino ed Ancona) agguantate e pur senza fortuna, o la primigenia “salvezza”, dallo stato di fallimento (titolo rilevato dal tribunale nel dicembre ’04), come sul campo fatale di Ragusa.
Se Galigani sta avendo il merito di ottimizzare costi e bilancio di una società attualmente nell’occhio del ciclone, a coadiuvarne il lavoro tecnico, quello in panca, è l’istrionico Eziolino Capuano. Una meteora al timone del Taranto, nell’incipit del torneo 01/02: il trainer salernitano si è consacrato come mago di salvezze impossibili (leggi Juve Stabia, Paganese) e, pur avendo vissuto un periodo di tensione proprio all’interno del club lucano- era stato allontanato per favorire l’inserimento di Francesco Monaco, promotore della promozione dell’Ancona in B, per poi essere richiamato in sella- il “samurai” (come ama definirsi) ha promesso prodigi combattendo soprattutto coj le armi della determinazione, del carisma e dell’orgoglio estratto da ogni suo giocatore. In effetti, le recenti prove autoritarie in casa della capolista Verona, costretta a correggere due reti di svantaggio solo nei minuti finali, o l’exploit di domenica scorsa a domicilio contro il neopromosso quanto ambizioso Cosenza, risultano cartine di tornasole importanti di una compagine che non ha intenzione di arrendersi.
Soprattutto perché la zona play out è abbordabilissima e l’onta della cenerentola del girone è condivisa con il blasonato Foggia, disastroso fra le mura amiche dello Zaccheria. Esasperazione tattica dell’avversario e ripartenze fulminee: regole spicciole incastonate in un 3-5-1-1 al quale Capuano non rinuncia mai, pur vertendo gli interpreti secondo lo stato di necessità o di forma.
Un esempio su tutti: l’ex attaccante del Taranto biennio 05-07, Lele Catania, è maturato nel ruolo disegnatogli addosso, quello di trequartista; nelle recenti tre sfide (compresa quella persa in casa col Lanciano), il rapido attaccante ha agito alla spalle sia di Magliocco che di Prisco. A gennaio D’Addario, maggior azionista del Taranto, ha dirottato proprio verso la corte potentina due giovanissimi “oggetti misteriosi” impiegato in rossoblu solo in gare di Coppa Italia e poi umiliati nel fatidico “gruppo degli epurati”: si tratta di Iraci e Di Fatta.
Il primo ha riabbracciato il suo pigmalione Capuano, che ha creduto nelle sue potenzialità dall’esperienza a Pagani e l’ha ripristinato con successo sulla destra della difesa. Una collocazione che, nelle precedenti sfide, è stata appannaggio anche del collega Di Fatta. Con l’esperto Taccola ancora infortunato, la difesa da opporre al Taranto consterà probabilmente di Barbato-Chiavaro-Langella, con Della Corte fra i pali; in tal senso, Iraci verrebbe avanzato sulla corsia esterna destra del pingue centrocampo, complice la squalifica di Frezza. Proprio in nevralgica torna disponibile Berardi, mentre c’è un’unica maglia da attaccante puro contesa appunto da Magliocco, Prisco e Murati.
Non si accomoderà in panchina il tecnico Capuano, costretto a scontare la seconda delle due giornate di squalifica incassate per le nuove norme sul linguaggio blasfemo. Nota lieta: lo stadio “Viviani” ha ottenuto la garanzia di perfetta agibilità: ora si attende il pubblico delle grandi occasioni. E pare che i tifosi potentini attueranno 15’ di sciopero per solidarietà verso i supporters tarantini, ai quali è stata vietata la trasferta.
Redazione TarantOggi
AC
foto Luca Barone